Cluster — New Jersey counties

Cluster — New Jersey Counties

Partner

Fotorgrafia Europea,
Reggio Emilia

Anno

2015

Testi originari

Giorgio Conti

“Si costruisce mentre si vive e si vive mentre si costruisce: la domanda di architettura e quella di urbanistica nascono insieme, al punto che un essere “naturale” dell’uomo risulta introvabile: l’umano.”

F. Riva (a cura di), Leggere la città, 2013

 

Cluster New Jersey counties è un progetto realizzato nelle contee di Bergen, Passaic, Essex e Hudson dello stato del New Jersey U.S.A. Il lavoro, diviso in due capitoli, si basa su una ricerca attinente allo sprawl urbano, le zone dove risiede prevalentemente la middle class statunitense.

Da una parte una analisi chirurgica dei tessuti urbani, visti dall’alto, utilizzando i potenti mezzi del voyeurismo fotografico, messici a disposizione da Google Earth. Emerge, in questo caso, una con- figurazione asettica degli spazi e delle tipologie residenziali. Una dissezione anatomica del cadavere dell’abitare ridotto a “privato”: participio passato di privare. Una geografia fisica, una grammatica edilizia, una pianificazione “razionale”, fatta di pochi elementi essenziali e ontologici: il villino, il prato, la piscina, ecc, dove non esistono piazze, ma spiazzi adibiti a parcheggi. Perché non si può vivere senza auto, lo spazio dei flussi è prioritario su quello dei luoghi.

Il secondo capitolo esplora una dimensione notturna, oscura della “Città generica”, con immagini notturne prive di presenze umane: “A paragone della città classica, la Città Generica è sedata… totalmente immersa (…) in uno stato ipnotico fatto di esperienze estetiche quasi impercettibili: le variazioni cromatiche dell’illuminazione fluorescente… una contraddizione in termini… l’iperfamigliare abitato dall’imperscrutabile” (Ibidem). La città sedata vive in un incubo permanente, i suoi suoli e le acque sono contaminati: “Garfield, NJ is one of the most contaminated locations in US due to Chromium water contamination from a spill at Electroplating Corporation site”. Gli alloggiati per ritrovare una loro identità e una vita di relazione, navigano verso identità “altre”. Basta un nick name per condividere passioni e desideri con i contatti catturati nella rete dei social network. Si è realizzato il sogno di Willard Van Orman Quine, filosofo analitico statunitense: “La fisica descrive la natura fondamentale dell’universo, e la biologia un suo accidente. La psicologia, la psicologia umana descrive un accidente di un accidente”.

Parte di questo testo a cura di Giorgio Conti (Archivi della Modernità Venezia), è tratto dal catalogo di Fotografia Europea Reggio Emilia “Effetto terra”, (Silvana Editoriale, 2015).



                               

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